Come scegliere i giochi prima infanzia parlanti: cosa considerare? Caratteristiche, età, funzioni, materiali, prezzi e marche

Se c’è una cosa che fa divertire i piccoli, sono i giochi prima infanzia parlanti.

Nel proporli, però, non starete dando solo una compagnia divertente ai vostri bambini, ma anche un’opportunità per poter apprendere numerose cose.

È quindi importante che voi sappiate bene come scegliere i giochi prima infanzia parlanti, in modo da poter offrire ai vostri bambini quello che può aiutarli, in base all’età e al loro sviluppo.

In questa guida, vi saranno date tutte le informazioni utili al riguardo.

I giochi prima infanzia parlanti

Sono coloratissimi, vivaci, divertenti e si dimostrano essere non solo un’ottima compagnia per i vostri piccoli, ma anche una buona opportunità per sviluppare numerose capacità.

In commercio ne esistono di numerose tipologie, che sono anche suddivise per fascia di età.

Questo vuol dire, che i giochi parlanti seguono lo sviluppo dei vostri piccoli e li accompagnano nelle diverse fasi che traversano.

Vediamo innanzitutto come sceglierli in base alla fascia di età.

Giochi prima infanzia parlanti da 0 a 12 mesi

I protagonisti “parlanti” di questa fascia di età sono indubbiamente i peluche, che hanno solitamente la forma di simpatici animali.

Con occhi grandi e sorrisi amichevoli, i peluche parlanti per bambini trasmettono fiducia, cantano per loro delle dolcissime melodie e ripetono le paroline che presto inizieranno ripetere i vostri piccoli.

Solitamente, questi peluche hanno delle applicazioni che servono a stimolare soprattutto 3 sensi: vista, udito e tatto.

I bambini possono osservare i diversi colori dei loro vestiti, ascoltare musica e paroline e toccare vari tipi di materiali, iniziando a capire la differenza tra una consistenza e un’altra (tessuto, silicone, gomma, plastica…).

In commercio trovate anche peluche parlanti per fascia di età superiori, ma a quel punto diventano più interattivi, coinvolgendo i bambini in attività più complesse.

Possono infatti chiedere ai piccoli di associare il nome di un colore o il verso di un animale a un pulsante posto sul loro pancino o sulle orecchie.

Dai 12 mesi ai 3 anni

A questa età, i bambini hanno sviluppato capacità motorie e cognitive tali da permettere loro di interagire con i giochi parlanti.

I giochi parlanti appartenenti a questa fascia di età, assecondano il loro bisogno di conoscenza e li aiutano a sviluppare ulteriormente le loro abilità, preparandoli alla fase successiva.

Per questa fase, trovate giochi parlanti che permettono ai piccoli di raggiungere piccoli obiettivi, riconoscere e distinguere sagome, forme o colori, a sviluppare maggiormente la percezione tattile e a manifestare le proprie scelte e preferenze.

Trovate sul mercato cubi multiattività, fattorie parlanti che insegnano a riconoscere i versi degli animali, strumenti musicali interattivi, attrezzi da lavoro parlanti (i più famosi e acquistati sono quelli della Clementoni) e tanto altro ancora.

Dai 4 anni in poi

Dai 4 anni in poi, i giochi prima infanzia parlanti si fanno via via più complessi, anche perché preparano i bambini per la prescolarizzazione.

Propongono spesso percorsi didattici e si differenziano tra di loro in base alla metodologia di trasmissione dei contenuti, che cambia con l’aumentare dell’età del bambino.

È il momento di proporre ai piccoli tablet, computer, smartphone o robot parlanti che guidano i bambini nelle prime fasi di apprendimento e programmazione a fini didattici.

Questa tipologia di giochi parlanti sviluppa capacità logiche, di problemi solving e la creatività dei bambini.

Prevedono l’apprendimento dell’alfabeto, della geometria, delle scienze, della geografia, della matematica e di tantissime altre materie, ovviamente in modo molto ludico.

Come scegliere i giochi prima infanzia parlanti

Da quanto detto, risulta chiaro che, una delle caratteristiche da prendere in considerazione per scegliere i giochi prima infanzia parlanti, è la fascia di età.

Quando si tratta di fascia di età 0-3 anni, riportata in etichetta o sulla confezione dei giocattoli, oltre a indicare il grado di sviluppo del bambino, tutela la sua incolumità.

Tutti i giochi per bambini 0-3 anni, infatti, devono essere realizzati in modo da non permettere loro di correre dei rischi, come stabilito dalle normative della Comunità Europea.

I giocattoli non devono contenere parti troppo piccole o che possono staccarsi, mettendo a rischio di soffocamento un bambino che le ingerisce.

Inoltre, i giocattoli per bambini (tutti, non solo quelli relativi a questa fascia di età) devono essere realizzati con materiali e coloranti atossici, privi di BPA e Ftlati.

È importante quindi scegliere giochi parlanti per bambini che riportino in marchio CE, sinonimo di qualità e si sicurezza, perché vuol dire che improduttivi si sono impegnati a rispettare le normative.

Giochi parlanti o giochi in legno?

Una delle maggiori diatribe tra pediatri e psicologi, è quella in merito alla attività da proporre ai bambini.

In particolare, il dibattito si concentra sulla domanda: è meglio proporre ai bambini giochi elettronici parlanti o giochi grezzi in legno?

In realtà, alla fine si arriva sempre alla conclusione che entrambi hanno delle potenzialità, e che per questo devono essere proposti alternandoli e bilanciando a dovere i tempi di utilizzo.

I giochi in legno, privi di qualsiasi automatismo elettronico, permettono ai piccoli di sviluppare maggiormente la sensorialità e la creatività.

Sono chiamati anche giochi “open endend“, in quanto offrono loro infinite possibilità di utilizzo, sfruttando la creatività e la fantasia.

Quelli elettronici, indubbiamente inseriscono i piccoli in un mondo tecnologico del quale fanno parte e in cui dovranno vivere avendo sempre di più a che fare con essi.

Tra l’altro, se usati correttamente, riescono a stimolare e sviluppare numerose capacità cognitive e manuali, oltre che il problem solving.

Quindi, è bene che sappiate che, per un corretto e sano sviluppo dei vostri bambini, è giusto che alterniate i giochi parlanti a quelli grezzi e in legno.

Tra l’altro, i bambini sono curiosi, amano sperimentare e si stancano presto, per cui la varietà delle proposte non può che agevolarvi in questo.

Gioco condiviso e gioco autonomo

Quando scegliete un giocattolo per i vostri bambini, che sia parlante o meno, non lasciateli a giocare da soli.

È vero che il gioco autonomo è importante, perché permette ai bambini di superare da soli i loro limiti e di apprendere, sbagliando.

Tuttavia, i bambini hanno anche bisogno della vicinanza, del calore e del supporto dei genitori o di chi si prende cura di loro.

Alternate quindi momenti di gioco condiviso a momenti in cui lasciate liberi i piccoli di giocare da soli, in modo che possano essere soddisfatti in entrambi i loro bisogni.

Mamma blogger, scrittrice, ghostwriter e web content writer. Mi divido tra la soddisfazione dei bisogni delle mie piccole pesti e la scrittura. E ancora non ho capito quale delle due attività mi dia più soddisfazione!

https://rominacardia.wordpress.com/

Back to top
menu
giocattoliprimainfanzia.it